17/10/2011

Pesce: ma da dove viene?

La stessa storia del latte si ripete anche per il pesce. In Italia tre pesci su quattro sono stranieri, ma nessuno lo sa e questo perché se al supermercato questi alimenti sono accompagnati dall’etichetta di provenienza - obbligatoria per legge - al ristorante non è necessario indicare l’origine dell’alimento.

E quindi ecco che quello che viene venduto come cernia può essere invece un pangasio del Mekong, mentre la sogliola potrebbe essere in realtà halibut atlantico; per non parlare del dentice “nostrano” importato direttamente dalla Mauritania o le vongole, che sono turche, passando per i gamberetti cinesi e argentini.

pesce.jpgIl problema delle etichette di provenienza è di grande attualità nel settore alimentare e questo perché in ogni paese vigono leggi differenti in materia di coltivazione o allevamento. In molti stati, ad esempio, è consentita la coltivazione di ogm, mentre in Italia questa è vietata; ma non è solo un problema di piante transgeniche, più spesso è un fatto di metodo: in Vietnam, ad esempio, sono leciti trattamenti con antibiotici per l’allevamento dei pesci che in Europa invece sono vietati in quanto pericolosi per la salute.

Non a caso, secondo quanto riporta Coldiretti, solo nel primo semestre del 2011 le importazioni di pesce dalla Cina sono aumentate del 24% per un totale di 7,1 milioni di chili di prodotti ittici congelati che da Est hanno raggiunto le tavole italiane. È anche un fatto di costi: il pesce fresco può arrivare a costare anche 40 euro al kg e la tentazione di comprare a meno per fare più ricarico è sempre dietro l’angolo.

Del resto, è anche una questione di risorse. Proprio di recente è stato lanciato l’allarme Mediterraneo: per salvarlo dalla distruzione dell’ecosistema bisognerebbe bloccare la pesca per 20 anni e proprio a causa di  di consumi esagerati, tecniche di pesca aggressive e inquinamento tonno, spigole, cernie e naselli rischiano di scomparire.

Per garantire l’acquisto consapevole di pesce e bloccare il fenomeno della vendita di prodotti stranieri senza che ne sia segnalata la provenienza ai consumatori, le associazioni si stanno mobilitando per estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine ai menu della ristorazione con il fine di dar vita a una vera e propria “carta del pesce” che indichi con precisione il luogo dove questo sia stato catturato.

14/10/2011

Crema delicata ai funghi

crema.jpgTempo di preparazione 1 ora circa

Per 4 persone

 

450 gr di champignon o funghi a piacere

100 ml di panna vegetale

1 scalogno

1 patata

Brodo vegetale

Prezzemolo q.b.

Olio extravergine

Sale e pepe q.b

 

Fate soffriggere lo scalogno in  una padella con un filo d’olio.

Aggiungete i funghi e fate rosolare delicatamente.

Tagliate la patata e aggiungetela ai funghi, sfumate con il brodo vegetale.

Fate cuocere a fuoco medio per 30 minuti circa.

Quando sarà cotta, togliete dal fuoco, e togliete alcuni funghi per la guarnizione.

Aggiungete la panna vegetale, aggiustate di sale e pepe.

Con un mixer rendete gli ingredienti omogenei e vellutati,.

Servite in piatti caldi con qualche fungo, una spruzzata di prezzemolo e un filo d’olio a crudo.

 

Ottima per i primi freddi!

13/10/2011

Come ti riciclo la banana

banane.jpgL’American Chemical Society (ACS), la più grande società scientifica del mondo, riporta una notizia che ci farà vedere sotto un’ottica ben diversa le bucce di banana.

A quanto pare, un gruppo di scienziati brasiliani dell’Università Federale di Sao Carlos, la buccia di banana essiccata e ridotta in polvere, può filtrare metalli pesanti come il piombo, il rame, il cadmio e il nichel dalle acque dei fiumi riducendo notevolmente i costi di bonifica ma con un risultato ben migliore rispetto ai metodi usati fino a questo momento.

E visto che non si butta via nulla, pare che la buccia possa essere usata almeno 11 volte prima di essere eliminata perché oramai priva delle sue proprietà.

11/10/2011

Patate saporite

patate.jpgTempo di preparazione

Per 4 persone circa 1 ora

 

400 gr di patate biologiche

Paprika dolce

1 ciuffo di prezzemolo

Olio extravergine q.b

Sale q.b

 

Lessate le patate senza privarle della buccia.

Quando saranno morbide, scolatele e fatele raffreddare.

In una padella antiaderente versate circa 3 cucchiai di olio, quando è caldo buttate le patate e fate dorare da entrambi i lati.

Regolate di sale.

Spolverate le patate con abbondante paprika e continuate la cottura.

La patate dovranno risultare dorate e di un colore tendente al rosso.

Prima di servire decorate con una pioggia di prezzemolo.

 

Favolose.

10/10/2011

Sempre belle con le ricette antirughe della cucina biologica

Iantirughe.jpgeri per la prima volta sono state presentate ed esposte le ricette antirughe della cucina biologica con la classifica top five delle piu' antiossidanti, nell’ambito della Biodomenica a Roma in via dei Fori Imperiali.

I prodotti dell’agricoltura biologica si caratterizzano per un piu’ elevato potere antiossidante che è stato possibile calcolare in modo scientifico sulla base delle ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity), ossia la capacità di assorbimento dei radicali dell’ossigeno per proteggere le cellule della pelle dal danno ossidativo. Tutti i segreti della speciale classifica che tiene conto della stagionalità delle produzioni e del potere antiossidante degli ingredienti saranno presentati con il contributo di professionisti.

 

Una occasione per parlare del biologico italiano che è leader in Europa per numero di imprese e che rappresenta un mercato che nel 2011 ha messo a segno un aumento del 12 per cento negli acquisti familiari, in controtendenza rispetto all’andamento generale dei consumi. 

 

E' stata presentata anche la mostra fotografica, dei migliori scatti del concorso: Scatta la campagna, organizzato da Campagna Amica e Legambiente.